Conferenza Stampa Lancia Corse - Programmi 2026
Si è tenuta sabato 7 febbraio 2026 a "Racing Meeting" di Vicenza, la Conferenza Stampa di Lancia Corse sul rientro del 2025 e sui programmi 2026. Questo il testo integrale
Conduttore: Dario Pennica
Dott.ssa Roberta Zerbi, CEO di Lancia
Dr. Eugenio Franzetti, Responsabile squadra Lancia Corse
Miki Biasion, due volte Campione del Mondo Rally
on. Giovanni Tombolato, subcommissario dell'ACI con delega ad Aci Sport
avv. Geronimo La Russa, presidente dell'Automobil Club d'Italia
Conduttore: Roberta, ritrovarsi a guidare non solo il marchio Lancia, prestigioso e ricco di storia – ricordiamo che quest'anno compie 120 anni – ma ritrovarsi a riportare dopo 30 e passa anni Lancia nel campionato del mondo rally... che cosa significano i rally per Lancia? E quanto pesano questi onori trascorsi che speriamo siano da rinverdire? Cosa pesano di più, le difficoltà del mercato o le difficoltà di competere?
Roberta Zerbi: Grazie per la domanda, da amico. Allora, direi che è sicuramente una responsabilità, ma è anche un privilegio accompagnare il marchio Lancia in questa trasformazione. Cosa rappresenta il rally? Beh, direi che fa parte della storia di questo marchio sicuramente. Però leggevo l'editoriale di ACI Sport e comincia proprio dicendo: passione, impegno, uno sguardo al futuro e contemporaneamente memorie del passato. A me questo aspetto dello sguardo al futuro piace particolarmente perché vogliamo trasferire questo piacere di guida – guidare le auto piuttosto che farsi guidare dalle auto – anche alle generazioni future.
Il Rallye Monte-Carlo
Conduttore: Sei stata a Montecarlo, cosa ha rappresentato questa gara per te in particolare, prima ancora che per Lancia?
Roberta Zerbi: Direi che per me è una grandissima emozione. Non partecipavo a un rally da tantissimi anni e quindi è stata una bellissima avventura. Anche perché abbiamo testato le auto in gara per la prima volta e ci sono stati tanti avvenimenti. Direi che sono state delle giornate concitate, un roller coaster di emozioni con degli incidenti fortuiti, ma anche una dimostrazione che le vetture ci sono, sono competitive e questo ci fa molto piacere. Tutto questo è stato anche un modo per fare squadra con il team, per testare un po' tutte le diverse competenze. Ci sono anche stati degli aneddoti interessanti perché con il tempo – non so se avete visto – è successo di tutto: pioggia, neve, neve in quantità straordinaria. Abbiamo fatto anche il nostro rally personale nella neve, direi impaziente di tornarci l'anno prossimo.
Conduttore: Restiamo a Montecarlo. Miki, sei tornato dopo quanti anni dal tuo ultimo Rally di Montecarlo?
Miki Biasion: Wow, è una domanda da mille punti. Credo di averlo fatto per l'undicesima o dodicesima volta nel 1994. È sempre stata una gara importantissima perché è la prima del campionato del mondo, dove non si conoscono le performance degli avversari, dove si parte da zero. C'è un'attenzione mediatica impressionante. Di conseguenza ritornarci dopo tanto tempo, non più con il casco bensì controllando che i nostri piloti mettessero bene il casco, tra virgolette, è stato veramente un battesimo per me. Montecarlo è una gara che a me piaceva molto, dove ci vuole anche fortuna e quest'anno si è dimostrato che i piloti più fortunati sono quelli che poi hanno raccolto i migliori risultati. Io a Montecarlo sono riuscito a vincere due volte e ho fatto otto podi, quindi devo dire che in linea di massima era una delle gare che mi venivano più congeniali... volevo dire che sono anche un pilota un po' fortunato, no? Per me è stata una grande emozione seguire i nostri piloti e vedere soprattutto la nuova Ypsilon Integrale assolutamente competitiva e affidabile, che era un pochino il nostro punto interrogativo. Siamo usciti a testa alta e con tantissime idee per il futuro, per migliorarci e portarli davanti nella stagione. È stata veramente un'emozione tornare dall'altra posizione e vedere l'entusiasmo che c'è ancora per il nostro brand, per il marchio Lancia che fa parte della mia vita da pilota. Qualcuno ha detto "Miki, mettiti tu a guidarla", ma ormai è passato troppo tempo. Però abbiamo raccolto dei piloti fantastici per il mondiale.
Conduttore: Eugenio, parlando con Miki un po' prima del Montecarlo mi diceva: "Abbiamo lavorato molto bene, la macchina va bene, nei primi test abbiamo fatto i confronti, però non sappiamo quanto sono cresciuti gli avversari". Allora, cosa ha significato adesso Montecarlo dal punto di vista tecnico e per il vostro progetto?
Eugenio Franzetti: Beh, anzitutto buongiorno a tutti. Un grande banco di prova, probabilmente la gara più difficile del campionato per le condizioni avverse e quindi come inizio è stato di altissimo livello. Eravamo e siamo consapevoli delle performance della macchina. L'abbiamo testata tanto durante l'estate, andiamo su strade nelle quali abbiamo sempre dei riscontri rispetto agli altri e rispetto a noi stessi negli anni precedenti. Quindi sappiamo che la macchina è veloce, leggera, una macchina che zavorriamo per arrivare a peso, il che vuol dire poter distribuire meglio i pesi. Una macchina che sarà veloce anche sulla terra e abbiamo fatto dei tempi estremamente interessanti. Non abbiamo raccolto i punti che avremmo voluto, questo è evidente, soprattutto in funzione delle performance che la macchina ha avuto, ma questo è il motorsport. Alle volte bisogna anche essere fortunati; non lo siamo stati, altri sono stati più bravi di noi, ma la strada è quella giusta. È un prodotto estremamente veloce nella chiave nostra ufficiale ed è un prodotto che ha attratto tantissimo anche i team e i piloti perché più di sessanta l'hanno comprata, e quindi adesso abbiamo l'onere di produrle e consegnarle.
Il Trofeo Lancia 2025 e 2026
Conduttore: Chiudiamo questa apertura sul mondiale e facciamo rewind. Torniamo qui un anno indietro: Lancia presentava il proprio ritorno nelle competizioni con il Trofeo Monomarca, cuore pulsante del ritorno di Lancia nei rally nazionali. Eugenio, possiamo fare un bilancio di questo primo anno del trofeo?
Eugenio Franzetti: Devo dire che per me oggi è una grande emozione perché eravamo qua un anno fa con una Rally 4 e annunciavamo un trofeo. Avevamo montagne di ordini della Rally 4, quindi grande fiducia dataci dai team, ma anche in quel caso l'onere di produrle entro la Targa Florio. È stata una grande corsa. 40 iscritti: è stato un grande successo. Il trofeo ha avuto un livello altissimo perché Gianandrea Pisani, che ha vinto il trofeo, ha anche vinto il due ruote motrici e ci ha regalato la vittoria nel costruttori due ruote motrici nell'italiano. Nel frattempo qui lo stand era un po' più vuoto, ma noi sapevamo che stavamo lavorando su "quella ragazza lì" [riferito alla Rally 2 ndr] e adesso è qua e ha già fatto la gara del Montecarlo. Presentiamo un programma nell'Europeo fatto con gli amici di ACI e di ACI Sport. Siamo molto soddisfatti perché stiamo mantenendo tutte le promesse che abbiamo fatto: tre macchine da corsa (Rally6, Rally4, Rally2), un programma mondiale, europeo, italiano e un trofeo. Questo è motivo di soddisfazione per tutto il brand.
Conduttore: Devo dire che se dovessimo paragonare le attese, l'anno scorso tutte le domande erano "quando il ritorno nel mondiale?" e veniva smentito categoricamente, invece poi dopo è arrivato. Quindi speriamo che ci possano essere altre sorprese. Allora, Trofeo Lancia 2026, ne parleremo dopo. Adesso c'è da premiare coloro i quali questo trofeo del rientro l'hanno vinto. Miki, vuoi dire qualcosa?
Miki Biasion: Ragazzi, Lancia è stata la mia vita nelle competizioni, quindi volevo ringraziare il presidente dell'ACI e anche Giovanni Tombolato che sono stati grandissimi sostenitori del ritorno della Lancia nelle competizioni. E per tutti quelli che avevano un dubbio: "Lancia is back!"
(Segue la premiazione: Maurizio Porzia e Arianna Genaro per la categoria Expert; Gabriel Di Pietro e Andrea Dresti per la categoria Junior; Gianandrea Pisani e Nicola Biagi campioni assoluti e Master).
Conduttore: Roberta, guarda quanta gente, quanti appassionati. Quanto sono importanti i rally per Lancia? Adesso seconda stagione del trofeo: quanto è centrale nei vostri programmi? Con che spirito vi approssimate a ripartire?
Roberta Zerbi: Con spirito umile, come sempre. Poi i rally per Lancia... non devo neanche spiegare i motivi, è nel nostro patrimonio genetico. Però, per non guardare sempre al passato, cosa significa oggi? Innanzitutto è un modo per trasferire competenze dalle vetture rallistiche alle vetture stradali, per capire bene la dinamica di guida e portare quelle sensazioni anche nei veicoli di tutti i giorni. Poi c'è l'aspetto di avvicinarsi ad un pubblico di appassionati; ricordiamo che il rally è il secondo evento sportivo automobilistico più seguito in Europa. C'è un'audience di veri entusiasti ed è un modo per far conoscere Lancia. È incredibile il numero di email e lettere che riceviamo. Ne cito una di un ragazzo portoghese di 20 anni che ha chiesto: "Ma quando tornate in Portogallo? Io sono cresciuto con una Y10 e vorrei comprare una Ypsilon". Credo che questo sia lo spirito con cui torniamo.
Conduttore: Molto bene. Eugenio, allora seconda edizione, quali sono le novità del 2026? Io so già che non venite alla Targa Florio... alla mia Targa Florio, per chi non l'avesse capito dal mio accento sono siciliano. Cosa cambia quest'anno nel trofeo?
Eugenio Franzetti: In realtà cambia pochissimo, nel senso che squadra che vince non si cambia. Abbiamo fatto un buon lavoro nel 2025 e vogliamo mantenerlo nella sua quasi completezza nel 2026. Ci sono delle belle novità, però la base è la stessa: faremo un campionato all'interno del Campionato Italiano Rally con sei gare e cinque tappe, perché il Rally di Roma lo dividiamo in due per la lunghezza e per venire incontro ai team nella gestione dei costi. È il motivo, ahimè, della mancanza della Targa che è una gara meravigliosa ma costosa dal punto di vista logistico. Cominciamo al Ciocco, poi la gara successiva sarà il Due Valli, poi andremo a Roma con gara doppia (che sarà anche gara dell'Europeo), poi Alba e Sanremo. Confermiamo il sistema di premi per le tre categorie (Junior, Master, Expert) e il premio finale: l'opportunità nel 2027 di correre con il team ufficiale. La novità è che diamo al pilota la possibilità di scegliere se fare un programma europeo (con la Rally 4) o un programma italiano (con la Rally 2). L'altra grande novità è l'inserimento della categoria Rally 6 all'interno del trofeo. È una categoria propedeutica pensata per i giovanissimi: scocca della Rally 4 con un motore meno potente, cambio ad H. Siamo alla base della piramide. Colui che vincerà la categoria Rally 6, l'anno dopo gli pagheremo una gara con la Rally 4. Si crea un percorso tutto in casa Lancia: Rally 6, Rally 4 e magari Rally 2.
Il Campionato Europeo Rally 2026
Conduttore: Abbiamo parlato del mondiale, del trofeo, adesso restiamo in Europa. Invito l'onorevole Tombolato e l'avvocato La Russa a raggiungerci. Inizio da Giovanni Tombolato che, con questa carica di delegato all'attività sportiva di ACI, ha seguito questo progetto. Giovani al centro del progetto di ACI Sport e quindi questo impegno nell'europeo supportato da voi.
On. Giovanni Tombolato: Sì, è da un bel po' d'anni che ci si impegna per crescere e ricercare i giovani. Bisogna investire sui giovani. Finalmente è arrivata la Rally 2. Penso che qua ci vogliano tre cose: passione, passione e passione. Quando ci siamo visti in ufficio ed Eugenio mi ha detto "Rally 2", ho dovuto usare quintalate di gel per abbassarmi i capelli dall'emozione! Sono veramente gasato di vedere la Lancia. Ho avuto anch'io una Delta, mi sono divertito molto. Voglio una promessa sia da Eugenio che da lei, dottoressa: che un giorno Miki mi porti a fare un giro con la Rally 2.
Eugenio Franzetti: Sarà un grande piacere.
Conduttore: Roberta, allora questo impegno europeo che cosa significa?
Roberta Zerbi: È parte di un progetto che è totalizzante perché prende tutte le categorie con l'obiettivo di crescere e far crescere i giovani. Sono molto d'accordo sulla necessità di avvicinare i giovani a questo sport e di far crescere il nostro marchio insieme a loro.
Conduttore: Eugenio, come funzionerà questa presenza di Lancia nel campionato europeo?
Eugenio Franzetti: Abbiamo lavorato tanto assieme ad ACI e ad ACI Sport. L'Europeo è parte di un progetto. Siamo partner con loro nel programma Junior: hanno comprato delle Ypsilon Rally 4 con cui i loro ragazzi correranno nell'Italiano. Poi abbiamo detto: "Non fermiamoci qua". Lavoriamo insieme per un programma europeo, perché è lì che vogliamo che i nostri ragazzi imparino prima di fare il passo verso il mondiale. Con le Rally 4 faremo il campionato europeo Junior: lo farà Pesavento (che ha ereditato da Pisani l'opportunità di correre con il team ufficiale) e Dei Ceci, che fa parte del team ACI Team Italia. Poi avremo Andrea Mabellini e Virginia Lenzi che hanno già esperienza di europeo in Rally 2 e ai quali diamo il volante della nostra macchina. L'idea è stata quella di fare sinergia, un unico team che è FPF, a cui abbiamo affidato le nostre tre macchine. Quindi: un team italiano, piloti italiani, un brand italiano e la Federazione Italiana tutti insieme.
Conduttore: Chiamiamoli questi tre equipaggi: Mabellini-Lenzi, Dei Ceci-Fappani e Pesavento-Michelet. Per tutti e tre la stessa domanda: quale emozione vi provoca correre con Lancia nell'europeo?
Andrea Mabellini: Sono veramente felice di essere qui. Lancia torna nei rally... un anno fa non ce lo aspettavamo nemmeno e ora siamo qui con un brand a correre con la Rally 2 nella top categoria dell'Europeo. Faremo del nostro meglio. Voglio ringraziare ACI, ACI Team Italia e soprattutto Lancia HF che ci ha voluto nel loro team.
Francesco Dei Ceci: Sono emozionatissimo, è un grande onore. È un sogno che ho fin da bambino. Mi accompagnerà Danilo che ha una grande esperienza e daremo il massimo.
Davide Pesavento: Sono contentissimo di questa opportunità inaspettata. Fino a due settimane fa mi stavo guardando intorno, poi è arrivata questa opportunità grandissima. Speriamo di aver maturato un'esperienza maggiore per poter intraprendere un prosieguo migliore.
Miki Biasion: Ragazzi dovete darmi una mano perché io sono stufo di portare questo zaino! Adesso tocca a voi. Fatevi onore e fate onore a Lancia che finalmente sta portando un brand italiano e piloti italiani sul tetto del mondo.
Il neo presidente ACI, l'avv. Geronimo La Russa
Conduttore: Per concludere, la parola al presidente eletto dell'ACI, Geronimo La Russa.
Geronimo La Russa: Le congratulazioni le faccio io a loro, a Lancia, a questo bellissimo gruppo. Grazie Miki per aver organizzato tutto ciò. Si è detto tutto. Quello che posso dire io è che sono cresciuto col mito della Lancia; mio nonno materno era un lancista doc. Se uno è italiano e appassionato di sport motoristici, Lancia c'è sempre stata. Mancava da tanti anni il mondiale, ma ora è tornata e questo ci inorgoglisce enormemente. Lancia è sport, ma anche eleganza. Siamo italiani e il mondo ci guarda con ammirazione. Lancia è uno di quei brand che ha contribuito a far accrescere il valore dell'Italia nel mondo. Confermo che ACI sarà al fianco di Lancia per continuare un percorso che trae origine dal passato ma deve avere un futuro molto prospero. Su quel montante ci sono tantissimi campionati mondiali vinti; spero di vederne presto altri, sapendo che ora Lancia corre con la licenza italiana e quando vincerà – perché non è un se, è solo quando – farà sentire l'inno d'Italia a tutti.
Conduttore: Cosa farà la federazione per riportare più in alto possibile i piloti italiani?
Geronimo La Russa: La Federazione sta facendo già molto. Contribuiamo economicamente, siamo vicini ai piloti e alle scuderie. Per quattro anni ACI è rimasta fuori dal Consiglio Mondiale del Motorsport della FIA; siamo riusciti a rientrare e lì farò pesare la nostra storia. Facciamo ACI Team Italia: tutti i ragazzi di cui abbiamo parlato vengono da un percorso supportato dalla Federazione. Adesso abbiamo comprato otto vetture Lancia Ypsilon anche per il Rally Junior italiano. Vorremmo fare ancora di più. Sono il presidente dell'ACI più giovane della storia recente ed è ovvio che la visione è proiettata verso i giovani.
Conduttore: Roberta, per concludere: come tornerai a casa dopo questa presentazione? Ancora più entusiasta o carica di responsabilità?
Roberta Zerbi: Sicuramente entusiasta. Ieri ero alla presentazione delle Olimpiadi a San Siro, perché Stellantis con i marchi italiani supporta questo grande evento. Torno super carica da due giorni che raccontano come sappiamo fare bene quando ci mettiamo la passione e l'impegno.
Conduttore: Possiamo chiudere qui. Grazie a Eugenio, Giovanni, Geronimo La Russa, Roberta Zerbi, Biasion. Adesso resta da fare soltanto una cosa: andare forte, fortissimo, più forte possibile. In bocca al lupo!
