Era l'alba del 9 agosto 1992 quando Destriero, la nave dello Yacht Club Costa Smeralda, partita da New York, alle ore 6,15 tagliò il traguardo virtuale del faro di Bishop Rock nelle Isole Scilly, in Inghilterra (sopra, a destra), dopo aver percorso 3106 miglia nautiche nel tempo record di 58 ore, 34 minuti e 50 secondi alla velocità media di 53,09 nodi (98,32 km/h). La miglior distanza coperta nell'arco di 24 ore è stata di 1.402 miglia nautiche alla velocità media di 58,4 nodi. Un tempo record, un record che resiste da ben 34 anni nonostante i tanti tentativi fatti per migliorarlo, impiegando ventuno ore e mezza in meno del precedente record appartenuto al catamarano inglese Hoverspeed Great Britain. L'impresa fu voluta dal principe Karim Aga Khan e appoggiata dalla FIAT di Giovanni Agnelli (sopra a sinistra, accanto a Cesare Fiorio mentre visita il ponte di comando della nave), dall'IRI di Franco Nobili, dall'Alitalia allora presieduta da Umberto Nordio, dal presidente del CONI Arrigo Gattai. L'operazione aveva lo scopo di superare i record stabiliti nell'attraversamento dell'Atlantico riconosciuti con il Nastro Azzurro e premiati dal Trofeo Hales. Una sfida sportiva ma soprattutto tecnologica grazie all'impiego di un innovativo sistema di propulsione che, visti i risultati, fu in breve tempo introdotto da diversi armatori, non ultimo anche dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti. Il Destriero era un monoscafo in alluminio con carena a V profondo con propulsione a idrogetti, costruito dalla Fincantieri preso il cantiere di Muggiano (La Spezia). Il Destriero era equipaggiato con tre turbine a gas General Electric LM1600, in moduli realizzati dalla tedesca MTU capaci di sviluppare complessivamente oltre 60.000 cavalli, collegate a tre idrogetti KaMeWa modello 125, tramite riduttori Renk-Tacke. L'autonomia a pieno carico era di oltre 3.000 miglia nautiche, grazie a giganteschi serbatoi che potevano contenere oltre 600 tonnellate di carburante fornito dall'Agip, con una velocità a pieno carico di oltre 40 nodi e nominale di oltre 70 nodi. L'unità aveva inoltre una lunghezza di 60 metri e una larghezza di 13 metri. La prima piastra in alluminio dello scafo venne tagliata nel luglio 1990 e il taglio di tutte le parti venne completamente gestito attraverso macchine a controllo numerico; la costruzione e l'assemblaggio della struttura del Destriero, sotto la guida dell'ing. Mauro Parodi, è avvenuta con le stesse modalità e schemi derivati dalle costruzioni delle unità militari della Fincantieri, mentre il design e lo studio aerodinamico delle sovrastrutture è stato curato da Pininfarina. A distanza di dodici mesi il varo e il primo collaudo, con la traversata da Muggiano a Porto Cervo. | |