MS Munaretto torna dal Val d'Orcia con un podio assoluto
Il team scledense archivia un fine settimana pieno di episodi, spunti e conferme tra Toscana, Croazia e Maremma. Dal secondo assoluto di Louis Constant alle prestazioni solide di Hoelbling, Taddei e Griso, fino alla vittoria di classe firmata da Pierangelo Villa, il bilancio racconta una squadra viva, combattiva e mai doma. Ci sono weekend che lasciano in eredità molto più di quanto racconti una classifica asciutta. Quello affrontato da MS Munaretto tra Rally della Val d'Orcia, Croatia Rally e Trofeo Maremma appartiene senza dubbio a questa categoria. In mezzo ci sono stati un podio assoluto di spessore, una vittoria di classe, ritiri amari, episodi sfortunati e una lunga serie di indicazioni tecniche e sportive che consegnano al team scledense un bilancio pieno, intenso, tutt'altro che banale. Il cuore del fine settimana era inevitabilmente rappresentato dal Rally della Val d'Orcia, gara dura, selettiva, scomoda da interpretare e capace più di una volta di mettere a nudo pregi e limiti dell'intero parterre. In questo scenario, MS Munaretto esce dalla Toscana con sensazioni forti e con la consapevolezza di aver mostrato velocità, carattere e capacità di reazione in più punti del weekend. A prendersi la scena è stato Louis Constant, affiancato da Maxime Martini, autore di una prova di spessore assoluto chiusa in seconda posizione assoluta e con il primato tra gli Under 25. Un risultato pesante, ancora di più se si considera che il loro rally è stato complicato da due forature, accusate sulla PS 9 e sulla PS 10. Nonostante tutto, il giovane portacolori del team ha saputo restare dentro la gara con lucidità, velocità e personalità, tirando fuori un fine settimana che vale molto più del semplice piazzamento e che conferma qualità vere. Molto più crudele, invece, il destino toccato a Benjamin Korhola e Kristian Temonen. Per loro la gara si è messa subito male, con una uscita di strada sulla prima prova speciale che ha spento sul nascere ogni possibilità di costruire il weekend immaginato alla vigilia. L'aspetto più importante resta naturalmente quello umano, con equipaggio ok, ma è inevitabile che l'episodio abbia lasciato il segno anche sul piano dell'umore, perché arrivato in un momento in cui c'erano aspettative e ambizioni molto chiare. Tra le note più incoraggianti del Val d'Orcia c'è anche la prova di Massimo Squarcialupi e Giovanni Squarcialupi. Pur fermandosi proprio sull'ultima prova speciale, il loro weekend ha raccontato una crescita evidente rispetto allo scorso anno. I chilometri accumulati stanno pagando, la confidenza è aumentata e la gara è stata condotta con regolarità e con un'andatura convincente, tanto da avvicinarsi in maniera sempre più minacciosa alla top ten. Il ritiro finale lascia amaro in bocca, ma non cancella quanto di buono costruito prima. Segnali solidi anche da Luca Hoelbling e Federico Fiorini, capaci di chiudere ai piedi della top ten dettaglio che pesa dentro una gara dura per tutti e utile per capire davvero gerarchie, punti di forza e zone d'ombra dei protagonisti. La loro è stata una prestazione concreta, costruita con ritmo e qualità, in un contesto dove bastava pochissimo per pagare dazio. La gara di Giovanni Ceccato e Enrico Bracchi era invece entrata in una fase di progressiva crescita, con sensazioni in miglioramento e un'intesa che stava prendendo corpo speciale dopo speciale. Proprio quando il rally sembrava poter entrare in una zona più favorevole, però, è arrivato il ritiro sulla PS 6 per motivi personali, episodio che ha interrotto una progressione che meritava di essere portata fino in fondo. Da sottolineare anche la prova di Alessandro Taddei e Andrea Gaspari, costretti a convivere fin dall'inizio con una penalità di dieci minuti di ritardo, zavorra che si sono trascinati dietro per tutto il rally. Nonostante questo, il pilota è riuscito a non scomporsi, mantenendo lucidità e ritmo fino a raccogliere una dodicesima posizione assoluta che dà valore alla sua gara. In un weekend complicato, la caparbietà è stata premiata. Merita spazio anche la prestazione di Michele Griso e Alex Guion, protagonisti di una gara complessa ma interpretata con la mentalità giusta. Senza lasciarsi abbattere dalle difficoltà, hanno continuato a spingere e a restare dentro la corsa, arrivando fino al traguardo senza sbavature e costruendo passo dopo passo una risalita fatta di posizioni recuperate e di concretezza. Dalla Toscana alla scena mondiale, il passaggio al Croatia Rally ha consegnato un altro tipo di sfida a Williams Zanotto e Paolo Cargnelutti. L'asfalto croato, già duro di suo, ha alzato ulteriormente il coefficiente di difficoltà, portando la competizione su un livello superiore per intensità e complessità. In questo contesto l'equipaggio ha comunque portato a termine la gara senza particolari problemi, pur attraversando un fine settimana fatto di alti e bassi, dentro una cornice che resta di assoluto prestigio e che continua ad avere un peso specifico importante nel percorso della squadra. A chiudere il quadro con il sorriso più largo è stato invece il Trofeo Maremma, dove Pierangelo Villa, affiancato da Michael Adam Berni, ha centrato il primo posto di classe con entusiasmo pieno, dando al team una soddisfazione concreta e meritata. In un weekend disseminato di episodi, la vittoria di classe in Maremma ha avuto anche il valore simbolico di un premio alla tenacia e alla capacità del gruppo di farsi trovare pronto su fronti molto diversi tra loro. Il bilancio finale, insomma, è di quelli che non si fermano ai numeri. MS Munaretto esce da questo fine settimana con un podio assoluto, una vittoria di classe, diversi segnali tecnici da portarsi dietro e la conferma di avere tra le mani una struttura capace di reagire, assorbire gli urti e restare competitiva anche quando il weekend si mette di traverso. È da giornate così che si misura davvero il peso di una squadra. E il team scledense, anche stavolta, ha dimostrato di averne parecch
